Chi Siamo

Nuova energia verde da ReFuel

L’industria del riciclo è alla base del paradigma dell’economia circolare. Come tutte le aziende di produzione, genera diversi scarti nel proprio ciclo di produzione.

La tecnologia dell’impianto ReFuel ha implementato sistemi per trasformare anche gli scarti della raccolta differenziata degli imballaggi - principalmente carta e plastiche miste non riciclabili - in energia verde, utilizzabile, in particolare, da cementifici e centrali elettriche in Italia e all’estero.

Un impianto ad alta tecnologia

ReFuel è un impianto basato sulle più moderne tecnologie e frutto di una lunga esperienza maturata in diversi impianti europei. La sede, a Silvano D’Orba, si trova in posizione strategica rispetto agli altri stabilimenti della divisione ReLife Recycling.

ReFuel produce Combustibile Solido Secondario (CSS), lavorando i rifiuti residui dell’industria del riciclo per facilitarne il recupero e ridurre al minimo lo smaltimento o l’incenerimento.

Il flusso dei rifiuti, ovvero scarti che non possono essere recuperati, prodotto dalle piattaforme Recycling e dalla Cartiera della divisione Paper Mill, viene lavorato in ReFuel per minimizzare il più possibile lo smaltimento in discarica e garantire a questi flussi un’operazione di Recupero.

Recupero e sostenibilità sono dati di fatto

tonnellate autorizzate all’anno di rifiuti in ingresso trattati con procedimenti a freddo

tonnellate quantitativo massimo di lavorazione giornaliera autorizzato

Relife Recycling

Relife Recycling

ReFuel è un’azienda della divisione Recycling di ReLife SpA.

La mission di ReLife è trasformare in valore ciò che è rifiuto in partenza.

L’end of waste di un rifiuto è un concetto verso cui tutti i paesi moderni tendono per poter riutilizzare più volte una materia, in un circolo virtuoso di recupero, reimpiego e crescita sostenibile che generi risparmi per le imprese e crei nuovi posti di lavoro “green jobs”.

Il rifiuto diventa, così, una risorsa, uno strumento per creare valore per le persone, per i clienti e per l’ambiente.

ReLife SpA realizza l’integrazione industriale attraverso il network di impianti delle 4 unità produttive Recyling, Paper Mill, Paper Packaging e Plastic Packaging dove si procede alla selezione, lavorazione materiali da avviare a riciclo e la loro trasformazione in nuovi beni di consumo.

Le attività del Gruppo ReLife sono diversificate per il recupero di quasi 1.000.000 di tonnellate all’anno di rifiuti solidi urbani e speciali non pericolosi, costituiti per lo più da carta e cartone, plastiche e polimeri poliaccoppiati, cartoni per bevande, alluminio, rottami ferrosi e non, vetro, legno e altri materiali (biomasse, RAEE e rifiuti ingombranti, rifiuti edili).

La divisione Recycling opera con servizi di raccolta, trasporto, selezione e avvio al riciclo di materiali recuperabili del centro-nord Italia. I rifiuti dei processi di lavorazione vengono sottoposti a un ulteriore opera di recupero, attraverso la quale viene eliminato ogni residuo di cloro e scongiurata la conseguente produzione di diossina. Gli scarti, così trattati, vengono trasformati nell’impianto ReFuel in combustibile solido secondario (CSS) destinato ad alimentare i cementifici italiani ed europei – un settore sotto la lente di ingrandimento per il tema della CO2 – per sostituire quote rilevanti di utilizzo di carbon fossile.

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Mission
MISSION

I rifiuti dei vostri rifiuti, energia per nuovi cicli produttivi

Sostenere il ciclo completo della Circular Economy con l’obiettivo di eliminare il conferimento in discarica.

Finalizzare il ciclo produttivo al 100% di recupero e riciclo per offrire a tutti i Clienti una CERTIFICAZIONE CIRCOLARE A IMPATTO ZERO.

Trasformare il Rifiuto dei vostri Rifiuti in un PRODOTTO che possa essere RECUPERATO COME ENERGIA in ulteriori cicli produttivi.

Obiettivo
Obiettivo

Infrastrutture ad alta tecnologia per l’economia circolare

Valorizzare le frazioni estranee non riciclabili prodotte dal ciclo della selezione della raccolta differenziata e offrire una prospettiva di recupero energetico.
Realizzare una chiusura sostenibile del ciclo dei rifiuti.
Ampliare l’offerta infrastrutturale per il Nord Ovest nel ciclo dei rifiuti speciali, oggi in particolare sofferenza per la carenza di strutture impiantistiche di riferimento.
Criteri ambientali

Criteri ambientali

CSS prodotto a norma di legge

La produzione di CSS combustibile rispetta i criteri specifici stabiliti con D.M. Ambiente 14/02/13 n. 22 “Regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto di determinate tipologie di combustibili solidi secondari (CSS) Attuazione articolo 184 ter, del D. Lgs. 152/06 e s.m.i..”

Si definisce CSS, Combustibile Solido Secondario, il combustibile solido prodotto da rifiuti che rispetta le caratteristiche di classificazione e di specificazione individuate delle norme tecniche UNI CEN/TS 15359 e successive modifiche ed integrazioni. D.Lgs 152/2006 Articolo 183, comma 1, lettera cc).

Dal punto di vista tecnico, il CSS viene disciplinato a livello europeo e nazionale da una serie di norme, tra le quali la UNI EN ISO 21640:2021 “Combustibili Solidi Secondari – Classificazione e specifiche”.

I parametri di classificazione

La norma stabilisce un sistema di classificazione dei CSS, basato principalmente su tre parametri:

Potere Calorifico Inferiore (P.C.I.) / parametro economico
Contenuto di Cloro / parametro tecnico
Contenuto di Mercurio / parametro ambientale

Le classi di valori

Per ciascun parametro sono individuate cinque classi di valori. Ogni CSS viene quindi classificato sulla base del valore di ognuno dei tre parametri. I rifiuti in ingresso saranno costituiti da rifiuti speciali non pericolosi a matrice polimerica, senza presenza di organico e quindi in assenza di odori.

La produzione di CSS combustibile è finalizzata al suo impiego per la produzione di energia elettrica o termica in cementifici e/o centrali termoelettriche così come definiti ed aventi le caratteristiche di cui all’art. 3 comma 1 lettere b) e c) del D.M. Ambiente 14/02/13 n. 22.

Materiale lavorato
Materiale lavorato

Dallo scarto pulper al CSS

Il progetto ReFuel nasce per massimizzare il riciclo ed il recupero, attraverso la trasformazione di un residuo ad alto potere calorifico, sottraendo le frazioni riciclabili (metalli e plastiche) e portando ad un sostanziale azzeramento le frazioni contenenti metalli, cloro ed umidità, in CSS (Combustibile Solido Secondario) destinato all’incenerimento o al coincenerimento.

I rifiuti in ingresso all’impianto ReFuel sono scarto pulper di cartiere nazionali, scarti plastici provenienti dalla produzione di manufatti di plastica, rifiuti da attività di costruzione e demolizione, scarti recuperabili dagli impianti di selezione di carta e cartone e plastica, altre matrici secche omogenee di rifiuti industriali non pericolosi, ecc…
Questi rifiuti (privi di sostanze putrescibili e con un tenore di umidità tale da non produrre fenomeni odorigeni molesti) sono trattati meccanicamente a freddo per recuperare le frazioni secche.

Linee di produzione
Linee di produzione

Attività modulabile a richiesta

Sulla base della richiesta di mercato, l'attività di ReFuel potrà essere organizzata secondo diverse linee di produzione:

Sola produzione di CSS di alta qualità.

Produzione di CSS e polimeri plastici: produzione di particolari polimeri ad alta valorizzazione attraverso la separazione dei polimeri durante il processo.

Produzione singoli polimeri.

Video

Funzionamento dell’impianto

Produrre in massima sicurezza per l’uomo e per l’ambiente

Il processo di trasformazione da rifiuto a CSS avviene in forma controllata al fine di evitare la formazione di sostanze inquinanti dannose per l’uomo e l’ambiente.

ReFuel ha implementato, sin dalla fase di progettazione dell’impianto, sistemi automatici di monitoraggio e misurazione di diverse interazioni con l’ambiente al fine di assicurare una gestione controllata degli impatti generati dalle attività svolte e di assicurare elevati standard di sicurezza sui luoghi di lavoro.

Impatto zero sul territorio

Impegno specifico è prestato al rispetto della normativa ambientale e di sicurezza che costituiscono l’elemento di partenza di tutte le attività di gestione e monitoraggio, nonché all’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili.

Triturazione, separazione e pressatura del materiale trattato avvengono a freddo. Non ci sono prelievi idrici né scarichi di reflui, e le emissioni in atmosfera sono limitate.

È stato realizzato uno studio sull’impatto degli odori in collaborazione con l’Università di Genova, che ha predisposto un modello costante di valutazione dell’impatto odorigeno sulla zona in cui è presente l’impianto.

Le sezioni funzionali

Le principali fasi del processo produttivo dell’impianto possono essere raggruppate nelle seguenti sezioni funzionali:

1.Sezione di accettazione e controllo dei rifiuti e dei documenti in ingresso
2.Sezione di conferimento e preselezione
3.Sezione di dosaggio e/o pre-triturazione grossolana del rifiuto
4.Sezione di vagliatura e separazione aeraulica
5.Sezione di separazione con i lettori ottici (NIR)
6.Sezione di triturazione finale – raffinazione
7.Sezione di controllo qualità
8.Sezione di confezionamento del CSS prodotto
9.Sezione di stoccaggio

Attività di controllo
Attività di controllo

Una continua attività di indagine

Per le attività di controllo, analisi, campionamento e classificazione del materiale, ReFuel s.r.l. si avvale delle seguenti indagini:

ANALISI CHIMICO FISICA

a campione dei rifiuti in ingresso, per la produzione del CSS

ANALISI DEL CSS PRODOTTO

per gli analiti si fa riferimento al prospetto della norma UNI EN 15359 (PCI, Cl, Hg), mentre per quanto riguarda le modalità di formazione dei campioni e di verifica dei lotti di produzione, si fa riferimento alla UNI EN 15442 ed UNI EN 15443 ed alla UNI EN 15359 per la classificazione e specificazione
Mercato
Mercato

Al servizio di un mondo sempre più carbon free

L’impianto ReFuel seleziona le frazioni secche seguendo le BAT, ovvero Best Available Technologies, allo scopo di predisporre materiale End of Waste e/o CSS rifiuto da destinare al successivo impiego presso cementifici, con l’obiettivo strategico di sostituire l’impiego di carbone e quindi di favorire l’abbattimento della CO2 nei processi produttivi a più alto impatto.
Il materiale rientrante nelle classi della norma UNI EN 15359 è destinato ad impianti italiani ed esteri, come cementifici e centrali termoelettriche, in Italia o all’estero.

Contattaci

SP172, 67, 15060
Silvano D'orba (AL)

Email: info@refuel-energy.com
Telefono:+39 0143 184 60 09

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